Tre giorni: il nucleo

Con tre giorni pieni si copre il nucleo classico: l'area archeologica centrale, le basiliche principali, il centro storico. Significa camminare molto e accettare di lasciare fuori quasi tutto il resto.

In tre giorni conviene prenotare in anticipo gli ingressi a orario ed evitare di accumulare piu' di due grandi siti al giorno.

Cinque giorni: si respira

Con cinque giorni entra la seconda fascia: le terme, la Domus Aurea, un pomeriggio sull'Appia Antica, un quartiere vissuto senza monumenti in programma.

E' la durata in cui la citta' comincia a somigliare a una citta' e non a un elenco.

Una settimana: le gite

Con sette giorni si puo' aggiungere una giornata fuori: i Castelli Romani, Ostia antica, Tivoli. Sono tutte destinazioni raggiungibili con i mezzi pubblici in tempi ragionevoli.

Chi soggiorna vicino a una fermata della metro A parte avvantaggiato: raggiungere le stazioni ferroviarie e i nodi di interscambio e' rapido.

L'errore piu' comune

L'errore piu' frequente non e' scegliere pochi giorni: e' metterne troppi in ciascuno. Tre grandi siti in una giornata a Roma non si fanno, o si fanno male.

Due impegni importanti al giorno, piu' una passeggiata senza obiettivi, e' il ritmo che regge una settimana intera senza arrivare stanchi al terzo giorno.

Il fattore distanza

Roma e' grande e i suoi poli di interesse sono distanti fra loro. Alternare due zone opposte nella stessa giornata significa passare ore sui mezzi.

Conviene ragionare per aree: una giornata sul lato archeologico, una sul centro storico, una sul Vaticano, una fuori porta.

Il valore di una base ben collegata

Con una fermata della linea A a poche centinaia di metri, gli spostamenti diventano prevedibili e il rientro pomeridiano — che d'estate e' quasi obbligatorio — non costa una spedizione.

E' il motivo per cui la posizione conta piu' della metratura, in un soggiorno romano.

Il conto delle ore reali

Un giorno di visita a Roma non dura otto ore utili: fra spostamenti, code, pause e il tempo necessario per mangiare, le ore effettivamente spese dentro i luoghi sono molte meno di quelle che si mettono in conto.

Un grande sito archeologico assorbe facilmente tre ore, un museo importante altrettante. Sommarne tre in una giornata significa correre e non vedere.

La regola pratica che regge: due impegni forti al giorno, il resto lasciato alla citta'.

Il giorno di riposo

In un soggiorno di cinque giorni o piu' vale la pena tenere una giornata senza monumenti in programma: un quartiere, un parco, un mercato, una passeggiata.

Non e' tempo perso — spesso e' la giornata che si ricorda meglio — e permette di arrivare in fondo al viaggio senza la stanchezza che rovina le ultime tappe.

Con una base in un quartiere abitato, quella giornata si organizza da sola: basta uscire dal portone.

In pratica, come costruire il programma

Ragionate per aree geografiche e non per elenchi: una giornata sul lato archeologico, una sul centro storico, una sul Vaticano, una fuori porta. Alternare zone opposte nella stessa giornata significa passare ore sui mezzi.

Non piu' di due impegni forti al giorno, piu' una passeggiata senza obiettivi. E' il ritmo che regge una settimana intera senza arrivare stanchi al terzo giorno.

Se restate cinque giorni o piu', tenete una giornata senza monumenti in programma: un quartiere, un parco, un mercato. Spesso e' la giornata che si ricorda meglio, e con una base in una zona abitata si organizza da sola.

Il tempo che si perde negli spostamenti

Nel dimensionare un soggiorno romano l'errore piu' comune non e' sbagliare il numero di monumenti, e' dimenticare quanto costa passare dall'uno all'altro. Roma e' grande, e due tappe che sulla cartina sembrano vicine possono voler dire mezz'ora di cammino o un cambio di linea.

Il modo piu' onesto di ragionare e' contare mezze giornate, non attrazioni: una mezza giornata per l'area archeologica centrale, una per il centro barocco, una per i musei. Ogni mezza giornata ne regge una sola, se la si vuole vedere e non attraversare.

Dormire vicino a una fermata della metro fa risparmiare proprio su questa voce. Da San Giovanni la linea A copre buona parte dei punti di interesse, e la fermata Re di Roma e' a duecento metri: il rientro a meta' giornata, per posare le borse o riposare mezz'ora, smette di essere una perdita di tempo.

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