Verso il Colosseo, per il Celio
Il primo itinerario punta a ovest: si supera la basilica lateranense, si attraversa il Celio con le sue chiese antiche e i suoi giardini, e si scende verso l'anfiteatro.
E' un percorso di circa due chilometri e mezzo che evita quasi del tutto le arterie trafficate e attraversa una delle zone piu' silenziose del centro.
Verso Porta Maggiore
Il secondo va a nord-est, verso la porta monumentale e il sepolcro del fornaio. E' un tragitto piu' urbano, di poco piu' di un chilometro, che mostra la Roma dei quartieri fra Otto e Novecento.
Da li' si puo' proseguire verso il quartiere adiacente oppure rientrare seguendo il tracciato delle mura.
Verso l'Aventino
Il terzo itinerario e' il piu' lungo e il piu' panoramico: dal Celio si scende verso il Circo Massimo e si sale sull'Aventino, con i suoi giardini e le sue basiliche.
Va messa in conto un'ora di cammino all'andata, e vale soprattutto nel tardo pomeriggio.
Un avvertimento sul fondo stradale
Molte strade del centro sono pavimentate a sampietrini, sconnessi e scivolosi con la pioggia. Sono la ragione principale per cui a Roma servono scarpe comode piu' che altrove.
Quando camminare conviene davvero
Sotto i venti minuti, camminare batte quasi sempre il mezzo: fra attesa, discesa in banchina e risalita, il vantaggio della metropolitana si annulla sulle distanze brevi.
Sopra i tre chilometri, invece, e con il caldo, il mezzo torna a essere la scelta sensata.
L'acqua, che a Roma e' gratis
La citta' e' disseminata di fontanelle pubbliche di ghisa da cui esce acqua potabile corrente. Sono una delle cose piu' pratiche di Roma e permettono di girare tutto il giorno con una sola borraccia.
In estate fanno una differenza reale sulla fatica di una giornata.
Il fondo, di nuovo
Vale la pena insistere: sampietrini e basoli sono belli da vedere e faticosi da percorrere, e con la pioggia diventano scivolosi.
Le scarpe sono l'attrezzatura piu' importante di un viaggio a Roma, piu' di qualunque altra cosa si metta in valigia.
Perche' camminare a Roma rende piu' che altrove
Roma non e' una citta' di monumenti isolati: e' una stratificazione continua, e gran parte di cio' che vale sta nel passaggio da un luogo all'altro — un tratto di mura, una chiesa aperta, un cortile, una fontana.
Chi si sposta solo in metropolitana emerge in superficie davanti agli obiettivi e perde tutto quello che c'e' in mezzo, che spesso e' la parte migliore.
Dal quartiere questo vale in modo particolare, perche' si esce gia' dentro la citta' vissuta e non dentro un'area di transito.
Tre accorgimenti che cambiano la giornata
Il primo sono le scarpe: sampietrini e basoli sono faticosi e con la pioggia scivolosi, e nessun altro accorgimento pesa altrettanto.
Il secondo e' l'acqua: le fontanelle pubbliche sono ovunque e l'acqua e' potabile e fresca, quindi una borraccia basta per l'intera giornata.
Il terzo e' l'abbigliamento: entrando nelle chiese servono spalle e ginocchia coperte, e portarsi dietro un capo leggero evita di dover rinunciare a una visita.
In pratica, le tre cose che contano
Le scarpe, prima di tutto: fra sampietrini, basoli e aree archeologiche si cammina molto piu' di quanto si preveda, e con la pioggia il fondo diventa scivoloso. E' l'attrezzatura piu' importante di un viaggio a Roma.
L'acqua: la citta' e' piena di fontanelle pubbliche in ghisa con acqua potabile corrente, quindi una sola borraccia basta per tutta la giornata. D'estate fa una differenza reale sulla fatica.
Un capo leggero che copra spalle e ginocchia, da tenere nello zaino: senza, si rinuncia a entrare nelle chiese che si incontrano lungo la strada, che a Roma sono la meta' del percorso.
Come si cammina a Roma
Camminare a Roma e' il modo migliore per vederla ed e' anche il piu' faticoso, per un motivo semplice: il fondo. I sanpietrini sono belli da guardare e scomodi da percorrere, e dopo qualche chilometro la differenza fra una scarpa adatta e una qualsiasi diventa evidente.
L'altra cosa da mettere in conto e' l'acqua. Le fontanelle pubbliche sono diffuse in tutta la citta' e l'acqua e' potabile: una borraccia riempita lungo la strada risolve la giornata, soprattutto da maggio in poi.
Infine il ritmo. Tre itinerari come questi non vanno incastrati nello stesso giorno: uno la mattina, e il pomeriggio si sceglie se proseguire o rientrare. Con la metro a duecento metri dalla struttura, rientrare non e' una rinuncia.
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